


Il 6 settembre gli elettori della Sassonia-Anhalt saranno chiamati a rinnovare il parlamento di uno dei Länder meno popolosi e meno prosperi della Germania: circa 2,1 milioni di abitanti, poco più del 2% della popolazione tedesca, in una regione dell’ex Germania dell’Est governata dalla Cdu dal 2002 e dove attualmente la maggioranza si fonda sull’alleanza tra cristiano-democratici, social-democratici dell’Spd e liberali dell’Fdp. Ma queste elezioni in Sassonia-Anhalt hanno assunto una dimensione molto più ampia di quella locale: Alternative für Deutschland (AfD) parte nettamente favorita e potrebbe conquistare per la prima volta il governo di un Land, rompendo un tabù che nella Germania del dopoguerra ha finora tenuto l’estrema destra fuori dagli esecutivi nazionali e regionali (Ap).
Per un partito nato appena nel 2013 sarebbe il risultato più importante della sua storia e soprattutto un primo vero accesso al potere esecutivo, tanto più significativo perché i Länder tedeschi dispongono di ampie competenze, per esempio nella sicurezza e nell’istruzione. La posta in gioco è quindi più alta della semplice successione alla guida di Magdeburgo: una vittoria dell’AfD mostrerebbe che il partito può trasformare il consenso elettorale accumulato soprattutto nella Germania orientale in potere di governo (EuNews).
Stando agli ultimi sondaggi, il consenso dell’AfD si aggira attorno al 42%, quasi il doppio del 22% attribuito alla Cdu del cancelliere Friedrich Merz: se queste percentuali fossero confermate, il partito di estrema destra potrebbe fermarsi appena sotto la maggioranza assoluta dei seggi. In uno scenario del genere sarebbe necessaria l’alleanza con un’altra forza per poter governare, anche se al momento nessun partito si è detto disponibile (Reuters).
Ma i risultati dell’AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt dipenderanno anche da ciò che accadrà ai partiti che navigano intorno alla soglia del 5%, necessaria per entrare nel parlamento regionale. L’Spd oscilla tra il 6% e il 7%, i Verdi e i populisti di sinistra del Bsw sono indicati attorno al 4-5% e l’Fdp tra il 2% e il 4%: se uno o più di questi partiti restassero fuori, una quota maggiore dei seggi sarebbe distribuita tra le forze che superano la soglia e l’AfD potrebbe anche arrivare alla maggioranza assoluta pur non ottenendo il 50% dei voti. È questa aritmetica a rendere decisivi pochi decimali e a spiegare perché alcune iniziative abbiano invitato gli elettori a votare tatticamente per Spd e Verdi, nel tentativo di impedirne l’esclusione dal parlamento regionale (Euronews).
A guidare l’AfD è Ulrich Siegmund, 35 anni, un profilo costruito in netto contrasto con l’immagine più aggressiva associata ad altri esponenti del partito. Laureato in psicologia aziendale, ha fondato un’impresa che vende sistemi per diffondere profumi negli ambienti commerciali e ha applicato alla politica la stessa attenzione alla comunicazione e alla creazione di un’atmosfera positiva: sorridente, curato nell’immagine e molto presente sui social, ha contribuito a presentare in una veste più rassicurante una parte dell’AfD classificata dall’intelligence regionale come estremista di destra e ostile all’ordine democratico tedesco (Internazionale).
Dall’altro lato c’è Sven Schulze, 47 anni, ingegnere industriale e padre di tre figli, diventato a gennaio il più giovane tra i 16 ministri-presidenti tedeschi dopo il ritiro di Reiner Haseloff, che aveva guidato la Sassonia-Anhalt per quasi quindici anni. La Cdu aveva anticipato il passaggio di consegne anche nella speranza che Schulze potesse beneficiare del vantaggio del ruolo di governatore uscente: da allora il candidato ha percorso il Land in bicicletta, distribuito gelati e privilegiato incontri in piccoli gruppi, cercando contemporaneamente di prendere le distanze dall’impopolare governo federale di Merz e di presentarsi come il rappresentante degli interessi locali a Berlino, più che come l’uomo di Berlino in Sassonia-Anhalt (Dw).
Il successo dell’AfD si inserisce in un territorio attraversato da trasformazioni economiche e demografiche profonde. La Sassonia-Anhalt resta uno dei Länder tedeschi meno densamente popolati, mentre la parte meridionale deve affrontare una nuova riconversione legata all’abbandono della lignite e la disoccupazione rimane leggermente superiore alla media nazionale (Dw).
Su questo terreno il partito ha costruito anche un messaggio identitario, facendo leva sull’Ostalgie, la nostalgia per alcuni aspetti della vita nella Germania Est, e sulla percezione diffusa tra parte dell’elettorato che il Paese stia attraversando un declino economico e sociale. La campagna di Siegmund ha trasformato simboli quotidiani dell’ex Ddr, come i motorini Simson, in strumenti di mobilitazione politica: un modo per associare l’AfD a un passato descritto come più semplice, coeso e sicuro e per alimentare una forte identità orientale a distanza di decenni dalla riunificazione (Politico).
La crescita in Sassonia-Anhalt arriva dopo il risultato senza precedenti ottenuto dall’AfD alle elezioni federali del 2025. Il partito di Alice Weidel e Tino Chrupalla ha conquistato il 20,8% dei voti e 152 seggi, diventando la seconda forza del Bundestag e raddoppiando il 10,4% raccolto quattro anni prima: nessun altro partito tedesco aveva aumentato allo stesso modo il proprio consenso tra le due tornate (EuNews). Inoltre l’AfD è ormai da mesi stabilmente in testa a tutti i sondaggi a livello nazionale, superando di diversi punti la Cdu in difficoltà (Politico). Il test elettorale in Sassonia-Anhalt potrebbe ora rappresentare un ulteriore salto di qualità della formazione di estrema destra nel panorama tedesco.
Non bisogna poi dimenticare che il 20 settembre si andrà a votare anche in Meclemburgo-Pomerania, sempre nella ex Germania dell’Est, dove l’AfD parte nuovamente con i favori del pronostico rispetto ai social-democratici e alla sinistra radicale Die Linke che governano il Land (PolitPro). Una sequenza di risultati negativi per Cdu e Spd aumenterebbe inevitabilmente la pressione sulla coalizione federale e sulla leadership di Merz, trasformando delle consultazioni regionali in un possibile punto di svolta per l’intero sistema politico tedesco (Politico).
Le conseguenze non si fermerebbero però ai confini tedeschi. Un governo dell’AfD in Sassonia-Anhalt darebbe al partito anche una rappresentanza nel Bundesrat, la camera federale dei Länder: non abbastanza per bloccare da solo la legislazione nazionale, ma sufficiente per presentare iniziative e complicare la ricerca del consenso tra i governi regionali. A livello europeo, una Germania politicamente più frammentata potrebbe vedere indebolito il proprio ruolo di motore dell’integrazione, con ricadute su dossier come le politiche climatiche e soprattutto sull’Ucraina, visto che l’AfD è contraria a ulteriori aiuti militari a Kiev e favorevole a una normalizzazione dei rapporti con Mosca (Guardian).
Ma l’effetto più ampio sarebbe probabilmente politico: dimostrare che l’estrema destra può arrivare al governo persino nella maggiore economia dell’Unione offrirebbe un potente precedente alle formazioni nazionaliste impegnate nelle prossime competizioni elettorali in Francia, Italia, Spagna e Polonia. La Sassonia-Anhalt diventerebbe così non soltanto un laboratorio per capire fino a dove può arrivare l’AfD, ma un test per verificare se l’avanzata dell’estrema destra europea può compiere un ulteriore salto: dalla crescita nei sondaggi e nei parlamenti alla conquista diretta del potere esecutivo.

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